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Ecco come Gravina vuole cambiare il calcio

Torna di attualità il tema delle riforme nel calcio italiano. L’articolo su Il Giornale

Il presidente Gravina, che è uomo concreto e può muoversi in questi mesi con lo scudo protettivo del Decreto Rilancio, ha in testa per luglio una riforma più morbida che tenga conto degli effetti devastanti del virus sull’economia del Belpaese e in particolare sulle aziende degli azionisti che reggono le sorti del calcio professionistico.

Le attuali 100 società così distribuite (20 in A, 20 in B, 60 in Lega Pro), non sono più sostenibili. L’idea quindi, partendo dal basso, è quella di ripristinare l’area semi-professionisti, come una volta, dove far transitare 20 o 40 squadre di Lega Pro. Per ottenere tale risultato è indispensabile passare da una legge che rimetta in vigore lo status di semi-professionista.

Alle loro spalle resterebbero i dilettanti dove negli attuali 9 gironi, si stanno già registrando numerose cancellazioni. Lo scenario più attendibile è il seguente: 60 società professionistiche divise in parti uguali tra Serie A, B e C, più eventuali due gironi d’elite, una sorta di ex C2 riveduta e corretta.

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