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Un fondo per sostenere le face più deboli. Così la FIGC risponde ai giocatori

La Federazione ha predisposto la creazione di un fondo per aiutare le fasce più deboli dei giocatori

Un fondo destinato a sostenere e a garantire le fasce più deboli tra i calciatori, ovvero quelli che non superano i 50 mila euro lordi di ingaggio. Così, la Federcalcio prova a rispondere all’agitazione emersa dopo il Consiglio Federale di mercoledì.

La creazione del fondo è stata messa direttamente a verbale sempre durante il Consiglio Federale. Si tratta quindi di un impegno scritto, che fa seguito, peraltro, a quando Gravina aveva già manifestato a parole, nelle scorse settimane.

Come premesso, lo scopo finale è far sì che i calciatori che guadagnano meno, quelli che arrivano al minimo sindacale o giù di lui, non subiscano alcuna conseguenza dall’emergenza per il covid-19. Il meccanismo studiato è quello di destinare risorse per circa 4-5 milioni di euro alla copertura della differenza tra l’ingaggio previsto nel contratto e quanto, invece, garantito dalla cassa integrazione aperta dal Governo anche per i calciatori.

Come già sottolineato, riguarda gli atleti che hanno un ingaggio non superiore ai 50 mila euro lordi. Ovvero quasi tutti quelli che giocano in serie C, molti di quelli che prendono parte al torneo cadetto e qualcuno (pochi) pure nel massimo campionato. Volendo fare un esempio, se lo stipendio mensile minimo per un calciatore è di circa 2.500 euro netti e la cassa integrazione ne assegna mille, significa che la differenza, ovvero 1.500 euro, viene coperta dalla Federazione.

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