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Serie C, club ancora scettici. Poche le squadre pronte a ripartire

Grande caos nella terza serie italiana con molte squadre che non pensano affatto a ripartire nonostante la delibera della FIGC

Ma perché i club non vogliono giocare? Si chiede La Gazzetta dello Sport. I primi a sostenerlo sono i medici sportivi, che anche ieri hanno scritto alla Figc per ribadire quanto già avevano detto alla Lega Pro: non ci sono le condizioni per attuare il protocollo.

E’ evidente, anche per una questione di costi e strutture, che le società non ce la facciano. Anche se con il passare delle settimane le misure potrebbero essere ridotte (vorrebbe dire che il pericolo sta finendo). Sono proprio i costi a spaventare i club, e non solo per il protocollo: giocando a porte chiuse e con molti sponsor che hanno voltato le spalle, le risorse sono ridotte al lumicino.

Il sostegno della Cig inoltre è valido solo per 9 settimane, se l’attività riprende gli stipendi saranno ripristinati in toto, allungati di due mesi fino al nuovo termine del 31 agosto. Non è escluso che qualche presidente, fatti due calcoli, ci stia marciando, ma il problema comunque è evidente. Se la Serie A vuol ripartire per tornare a incassare i proventi televisivi, per la C il ritorno in campo sarebbe un danno economico.

Ma sarebbe anche un segnale forte di vitalità. E Gravina, ai presidenti di C, l’ha scritto: “Non è facile, ma si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. Insieme ce la faremo“.

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