Otto presenze e 387 minuti giocati: finora SuperMario non ha lasciato il segno in biancorosso
Fermo da tempo e lontano dal terreno di gioco da mesi dopo le note vicende bresciane, quello di
Balotelli non è stato fin qui un impatto di quelli in grado di lasciare il segno: 8 le presenze
timbrate, 387 i minuti giocati (media di un tempo a partita) dopo un inizio col botto che aveva fatto sperare in una rinascita utile non solo ai suoi colori, anche al calcio italiano più in generale.
Prontivia il gol dopo 3 giri d’orologio nel big match contro la Salernitana, poi lo stop di Lecce (il primo dei due muscolari) rimediato già nel riscaldamento e il conseguente mese di stop. Il rientro, poi, è condito di un solo centro, quello contro il Chievo dal peso di 3 punti ma rimasto isolato in un deserto di prestazioni opache senza gol fino al secondo infortunio sempre di natura muscolare, che gli è costato un altro mese di stop.
Un bilancio, ad oggi, che poco rispecchia quelle che erano le aspettative sia in vena realizzativa ma anche in termini di peso: quello che una figura come Mario Balotelli avrebbe dovuto garantire a una squadra già capace di coltivare il sogno di andare in Serie A senza passare dal vortice delle fasi finali. Queste dovrà tentare di evitare il Monza: servirà unione d’intenti (e questa c’è), serviranno anche perché no le qualità di un singolo come quelle di colui che porta il 45 dietro la maglia.
Perché se 5 partite potrebbero ancora bastare per cambiare il destino di una stagione, sono anche utili a un attaccante di mettere la firma indelebile su un’impresa. Quella che il Monza è chiamato a compiere e che con il miglior Balotelli potrebbe farsi più possibile di quanto oggi possa sembrare.
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