Le parole dell’ad del Monza, ultima parte. Una serie A nell’ano solare accontenta tutti. E per tornare al torneo classico 2 girone e playoff
A questo punto diventerà quasi inevitabile allineare la stagione del 2021 sull’anno solare…
“Lungi da me la voglia di innamorarmi della mia idea ma se, tra campionati e coppe si dovesse giungere in autunno inoltrato, la conseguenza sarebbe inevitabile. E poi ditemi: non sarà meglio assistere a partite in notturna durante i mesi di giugno e luglio che non nel freddo e gelo del mese di gennaio? Prendiamo adesso le date del mondiale del Qatar 2022: si svolgerà dal 18 novembre al 18 dicembre e consideriamo inoltre il periodo da dedicare alla preparazione del torneo. La soluzione dei campionati su anno solare è l’unica in grado di contemperare e diverse esigenze”.
Poi come sarà possibile tornare alla cadenza classica del 30 giugno?
“Non voglio passare per Guglielmo Marconi, ma si può. Come? La prima idea che mi viene in mente è questa: dividere serie A in due gironi da 10 squadre, le prime 8 o le prime 4 si giocano quarti, semifinali e finali per aggiudicarsi lo scudetto e così in 5 mesi si conclude la stagione. Faccio anche quest’ultima considerazione: completato in autunno inoltrato 2020 il campionato più le coppe, non è pensabile di ricominciare il giorno dopo il torneo successivo, senza un periodo ridotto di vacanze e di nuova preparazione. Anticipo già l’obiezione: ma come devono fare altre ferie dopo la sosta di due mesi? E’ vero che i calciatori sono stati fermi due mesi ma sono rimasti reclusi in casa”.
Anche in questo caso ci sarà bisogno di maggiore coesione tra le diverse componenti del calcio…
“Certamente. Non me ne vogliano gli amici della Lega di serie A, ma al posto di Dal Pino, io non avrei mai scritto quella lettera, con quel tono, al presidente del Coni. Si può anche litigare in privato, ma non in pubblico”.
La Lega Pro nel frattempo vuole chiudere in anticipo…
“Quello di C è un campionato senza risorse che vive grazie al mecenatismo di 60 eroi che investono nel settore 120 milioni all’anno. Chissà quanti resisteranno alla tempesta economica prodotta dal virus! Il consiglio direttivo ha fatto una proposta che deve passare dall’assemblea delle società e poi dal consiglio federale, unico attore deputato a decidere”.
Dica la verità Galliani: è sempre convinto che finire i campionati sia comunque l’unica soluzione possibile?
“Assolutamente sì perché nello sport si vince sul campo e non a tavolino”
E con gli stipendi come si comporterà?
“Per il mese di marzo abbiamo raggiunto l’accordo di tagliare il 50% alla rosa e al tecnico di prima squadra. A tutti gli altri dipendenti abbiamo riconosciuto il 100%. Per il mese di aprile, maggio e giugno proporrò lo stesso taglio a meno che si torni ad allenarsi. Spero accettino”.
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