La fine dell’avventura alla guida del Monza si avvicina, ma la sensazione è che Alessandro Nesta non rimarrebbe nemmeno se gli offrissero la permanenza. Lo si legge tra le righe, quando prima della gara con l’Atalanta ha parlato dei tanti giocatori in scadenza attraverso una ragionata e sincera analisi della fase calante mostrata dal Monza a livello di ambizioni.
Ma anche dalla conferenza stampa pre Udinese e da quel secco “no” quando gli è stato chiesto se c’era stato qualche coinvolgimento nelle prime riunioni sulla ricostruzione. Un “no” che ha lasciato intendere la consapevolezza di non essere più nei piani della società, ma anche che la società non è più nei piani del mister.
Quello con Galliani lo definisce ancora “un ottimo rapporto”, ma è chiaro che Nesta si aspettasse qualcosa di più dal dirigente brianzolo e da tutto l’apparato societario. Il mister non ha nascosto la consapevolezza di un ridimensionamento del club già al momento della sua firma, ma non ai livelli di rinunciare già a gennaio a lottare per la salvezza vendendo tutti i migliori giocatori senza sostituirli adeguatamente.
“Forse se avessimo fatto più punti all’andata il mercato di gennaio sarebbe stato diverso” ha detto più volte Nesta. “Forse”, ma non “sicuramente”. Perché se la società ha gettato la spugna in piena corsa salvezza, “forse” lo avrebbe fatto ugualmente in una situazione relativamente più tranquilla.
Il mister non ha mai attaccato nessuno e continua a difendere i suoi giocatori nonostante tutto. Ma è chiaro che l’annata vissuta in un ambiente Monza che si sta decomponendo di ora in ora l’ha scottato. Nesta sa cos’è l’eccellenza nel calcio, è nato e cresciuto nell’eccellenza calcistica, ma ha anche vissuto i momenti difficili di un club come la Lazio. E proprio il paragone con la crisi del club biancoceleste a inizio anni 2000, uscitogli spontaneamente, dice tutto su cosa sia oggi il Monza.
Nesta lascerà i biancorossi sapendo di dover ancora dimostrare tanto da allenatore, ma sa anche che lascerà il club sapendo di aver dimostrato tanto come uomo. Chi lo prenderà l’anno prossimo farà un affare, mentre il Monza una persona di tale spessore dovrà andare a cercarsela.


