Ci sono le partite del cuore: capitano spesso a chi naviga nel calcio da tanti anni. E poi ci sono quelle dell’anima. Rare. Un livello emozionale più profondo dove tutto riconduce al medesimo punto. Il sabato sera di Paolo Berlusconi, per esempio, conterrà queste parole: Monza, Milan, Galliani, Nesta, Maldini. E tutte queste parole sono cucite insieme da un altro nome: Silvio. Che, dal grande quadro dietro la poltrona, scruta con un sorriso benevolo sulla scrivania del fratello minore. Si legge su La Gazzetta dello Sport.
Monza-Milan, allora. La partita dell’anima, per lei che del Milan è stato vicepresidente e del Monza è presidente onorario.
«Meglio ancora: la definirei la partita dell’amore. Silvio era e sarà sempre amore, l’ha avuto per tutti. Eravamo molto legati, un rapporto speciale. Quando mi telefonava, mi diceva “ciao amore”. Mi manca uscire da Arcore e non avere lui che mi accompagna fino alla porta, aspettando di vedermi salire in macchina».
Milan e Monza, un filo rosso che passa da Arcore.
«Un percorso pazzesco, grazie anche alla longa manus di Galliani: loro due un binomio perfetto. Io però allo stadio non ci sarò: soffro troppo. Tifo per un pareggio. Il cuore alla base è milanista, ma è diventato anche monzese».
Berlusconi, Galliani: il nome di Maldini viene quasi da sé.
«Daniel è la consacrazione della bandiera. È molto bello che si sia iniziato col Milan e si sia arrivati al Monza, grazie anche all’atto di generosità di Scaroni e del Milan, che lo ha liberato per una cifra irrisoria. Vorremmo tenerlo, anche se bisogna eventualmente essere pronti anche a sacrificare qualche giocatore».
Provocazione: lei ce lo vedrebbe Daniel all’Inter? È una voce che ogni tanto si affaccia…
«Sarebbe una bestemmia. Già è stato doloroso vendere Di Gregorio alla Juve…».
Capitolo societario: qual è il panorama più plausibile?
«Cedere una quota preferibilmente di minoranza, per poi proiettarla verso una società solida che possa ulteriormente investire. Con Mario Gabelli working in progress, la due diligence è finita, il dialogo è aperto. Ma ripeto, se la cosa andasse in porto, dapprima si tratterebbe di una quota di minoranza, anche perché non possiamo passare sul cadavere di Galliani… (sorriso, ndr ). Senza dimenticare però che i figli di Silvio rispettano la volontà del padre di portare avanti il Monza, ma non avendo la sua passione in termini calcistici non si può far loro richieste miracolose. Bisogna pensare che tipo di futuro dare a questo club. Se mio fratello avesse avuto qualche anno in meno, l’approdo naturale sarebbe stato la Champions».
Proviamo a immaginare: in un Monza passato di mano, ci sarebbe ancora spazio per Paolo Berlusconi?
«Proseguire ad abbinare il nostro nome al club vedrebbe senz’altro la mia disponibilità. Mentre per quanto riguarda Galliani, beh, lui non lo si scrosta dal Monza (ride, ndr )… Adriano è un plus per chiunque».
Ma in un fantacalcio dirigenziale, lo rivedrebbe al Milan?
«Noi intendiamo continuare con lui, ma chiunque subentri lo deve prendere, sarebbe un suicidio non farlo. Se però succedesse, rivederlo al Milan sarebbe bello, ne saremmo felici. Prima però ci siamo noi».



Prima cosa… Puntate a restare in A
Devo anche conoscerli quelli che pagano per non comandare…
E allora muoviti..Red bull o fondo genco…
E perché dovrebbero prendere una quota di minoranza senza possibilità di decidere! Dai paolino va a ca!”ops in effetti è un po che non ti vediamo ergo sei già nella tua maison!