Monza-Cesena, le pagelle di ForzaMonza: Obiang freddo, trottola Mota

Le nostre pagelle dopo Monza-Cesena

Il Monza batte 1-0 il Cesena. Le nostre pagelle:

THIAM 6: Qualche rischio di troppo nella gestione della palla con i piedi, ma partita tranquilla per lui.

RAVANELLI 6: Decisivo almeno in un’occasione nel primo tempo, poi controlla bene Shpendi. Una sola sbavatura in occasione del gol annullato al Cesena, ma fortunatamente ininfluente.

IZZO 6: Solita prestazione rocciosa, dalle sue parti non si passa. (83′ LUCCHESI sv)

CARBONI 6: Controlla bene gli inserimenti di giocatori come Berti, buona prova.

OBIANG 7: Sicuro in fase di interdizione e ormai sempre più attivo negli inserimenti. Gol meritato per la grande crescita dimostrata nell’ultimo mese e mezzo. (68′ COLOMBO 6: Entra con la giusta cattiveria, tanto che si prende subito un cartellino, poi sostituisce degnamente uno straripante Obiang)

PESSINA 6,5: Preciso e puntuale, è il cervello della squadra.

AZZI 6,5: Bravo a innescare l’azione del vantaggio.

BIRINDELLI 6: Buona gestione sulla sua corsia, non punge ma è sempre presente in entrambe le fasi.

COLPANI 6: Pulito nelle giocate, dai suoi piedi passano molti palloni e lui gestisce quasi sempre con la scelta giusta. (60′ CIURRIA 6: Non riesce a trovare spazi per mettersi in evidenza in avanti, ma aiuta a mantenere la squadra ordinata sul ritorno del Cesena)

DANY MOTA 6,5: Bravo a servire l’assist dell’1-0, dove è intelligente ad allargarsi e a farsi trovare da Azzi. Crea pericoli e impensierisce spesso i difensori avversari. (83′ DELLI CARRI sv)

ALVAREZ 6: Di lui si sà, non è uno che si fa notare se non quando la infila in porta. Tanti movimenti, ma per lui non arriva la palla giusta. (68′ MARIC 6: Non sposta nulla rispetto ad Alvarez, si limita al gioco di posizione)

BIANCO 6,5: Gara super ordinata da parte del Monza, che la risolve con un inserimento di Obiang, tra i giocatori tirati a lucido dal lavoro di Bianco. La squadra non è spumeggiante, ma merito di un avversario compatto e ricco di individualità qualitative. Però a portare a casa l’intera posta è la testa, proprio quella che chiedeva il mister alla vigilia.

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