Il Monza vince 3-1 contro la Reggiana. Ecco le nostre pagelle:
THIAM 6: Non troppo impegnato, ma quando deve lavorare lo fa bene. Incolpevole sul gol.
DELLI CARRI 6,5: Calmo e preciso, si dimostra all’altezza delle aspettative di una squadra che punta alla vittoria del campionato.
IZZO 8: Prova totale. In difesa domina, ci mette personalità in tutto, faccia a faccia con gli avversari compresi, come quando catechizza Marras per un brutto fallo su Colpani. E poi quel gol da numero 10 puro. Se qualcuno pensava che il gossip lo avrebbe distratto, ecco la risposta sul campo. (45′ RAVANELLI 6: Gara tranquilla per lui, che deve occuparsi di avversari ormai spenti)
CARBONI 6,5: Affamatissimo e bravo ad aggredire alto, spingendosi anche all’avventura offensiva per la gioia di mister Bianco. (83′ LUCCHESI sv)
COLOMBO 6,5: Sfiora il gol e lotta in mezzo al campo. Prova che conferma la qualità del miglior prodotto delle giovanili del Monza.
PESSINA 7: Solita geometria a centrocampo, ma soprattutto spirito guerriero che lo spinge ad azzannare alto, tant’è che il 3-1 nasce da una sua pressione su Rover. (64′ OBIANG 6: Si limita all’ordinaria amministrazione)
BIRINDELLI 6: Perde il duello aereo sull’1-1 di Novakovich, ma rimedia con una buona prestazione generale.
AZZI 6: Qualche errore ma di poco conto. Buono il supporto in fase offensiva.
COLPANI 6: Perde ingenuamente un pallone che innesca l’1-1. Crea poco, ma subisce dalla Reggiana un trattamento speciale a suon di legnate. Bravo a non scomporsi e rimanere concentrato. (56′ MARIC 6: La gara nella ripresa è spenta e per lui c’è poco da fare, se non con un’occasione appena entrato)
KEITA 6,5: Si mette a disposizione dei compagni e crea buoni presupposti per delle azioni pericolose. (56′ ZEROLI 6: Per uno dinamico come lui i ritmi della ripresa sono da allenamento)
DANY MOTA 7,5: Spietato, ogni sbavatura della Reggiana lui la trasforma in un gol.
BIANCO 7: Terza vittoria di fila e meccanismi che appaiono sempre più oliati. La squadra ha davvero cambiato marcia e il tecnico sta raccogliendo i frutti del suo lavoro. A colpire è soprattutto l’atteggiamento e la fame, di un altro mondo rispetto all’atteggiamento a volte apparso di sufficienza durante le primissime uscite. Per questa trasformazione c’è solo da fare i complimenti al tecnico.


