“Ho deciso di fare l’allenatore perché volevo restare in campo. La mia mente doveva stare a posto. Poi m’ha preso, ho iniziato a studiare e la mia prima squadra è stata a Miami in Serie B americana. Il primo giorno ero molto teso, devi pensare tutto il giorno poi dopo prendi il ritmo e ti fai la tua idea di calcio, ma devi studiare tanto”.
“Ho studiato da Sarri, da Pioli e da tanti allenatori. Poi sono stati tutti bravi, anche se qualcuno non ti fa entrare, non dico chi per rispetto. Tra Serie A e Serie B c’è tanta differenza, la A non perdona. In B anche se hai una squadra medio-bassa riesci a fare un buon campionato. In A magari all’inizio fai qualche colpo, ma poi quando le squadre prendono i giri veri rischi di beccarle”.
“Il primo esonero? Col Frosinone, mi ha chiamato il direttore sportivo. Il primo hanno abbiamo fatto la finale per andare in Serie A con lo Spezia, perciò abbiamo fatto bene. Abbiamo perso in casa 1-0 e poi abbiamo vinto 1-0 lì, ma in A sono saliti loro perché avevano fatto più punti. Ma non volevo più starci lì, facevo fatica a imporre il mio calcio. Perciò il secondo siamo andati giù”.
“L’esonero a Monza la prima settimana l’ho sofferto, ma i punti erano pochi. Non me lo aspettavo perché avevo perso con la Juve, ero tranquillo e invece no. La partita prima a Lecce avevamo fatto una partita brutta e al mio secondo avevo detto: oggi ci seccano. E invece continuiamo. Poi è arrivata la Juve”.
“Oggi il problema dell’allenatore è trovare la chiave con una generazione più fragile. Oggi i ragazzi sono più fragili. Almeno la maggior parte. Bisogna studiarli a livello mentale, la generazione nostra è cresciuta a calci nel sedere ma oggi questo non funziona”.
“Allenare la Lazio in futuro? Avrei difficoltà, sarebbe troppo emotivo e non sarei lucido. Il Milan? Magari ci cascano, ma per arrivare lì devi far meglio, quest’anno è stata un po’ così, vediamo l’anno prossimo”.



E sarà peggio!!!!!!!
Adesso sono ancora meno