Tre scudetti, tre Coppa Italia, quattro supercoppe Italiane, una coppa della Coppe, Due Champions league, 3 Supercoppa UEFA, Una coppa intercontinentale. Campione del Mondo con la Nazionale di calcio nel 2006 e vice campione d’Europa nel 2000, nella famosa finale in cui al 90′ stavamo ancora 1-0
Un totale di 18 trofei. Alessandro Nesta è l’uomo con più titoli che abbia mai seduto sulla panchina del Monza. Un fuoriclasse assoluto, uno tra i più forti difensori del mondo nella storia del calcio. Un giocatore completo, di classe raffinatissima, mai incline a comportamenti fuori posto. L’erede spirituale e tecnico del grande Gaetano Scirea e compagno di campo di un altro immenso giocatore mondiale: Paolo Maldini.
La stampa locale gli avrebbe preferito Baroni, se non altro per essere più esperto nella salvezza miracolose e nel saper dare grinta alle squadre che allena.
Nesta però è uomo di campo, affamato il giusto, alla sua prima esperienza da allenatore in Serie A. Viene da una stagione in cui la sua Reggiana è andata vicina ai play-off in Serie B e che si è salvata con tranquillità.
Già si sentono le accuse nell’aria, a Galliani, di aver fatto ricorso al “solito giocatore del Milan”. Mettiamola così: non è colpa sua se il serbatoio Milan sia ben fornito di giocatori. E poi: tutti gli hanno dato addosso per l’arrivo di Daniele Maldini, figlio di Paolo. Il ragazzo ha saputo farsi onore, è stata un’ottima punta ed ha dimostrato di saperci fare con gol anche di notevole fattura. Galliani ci ha visto lungo. Anche a lui l’esperienza non fa difetto.
Ora arriva Alessandro Nesta. Un giocatore con un curriculum così, a Monza, fino a ieri se lo sognavano. Certo: non è detto che quel curriculum si traduca automaticamente in successi sul campo. Tuttavia va detto che l’esperienza conta quando alleni una squadra. Sia nello spogliatoio sia direttamente sul campo. Alessandro ne ha da vendere.
Comincia già l’ordalia di pareri sui moduli di gioco. Difesa a quattro, tre centrocampisti, due esterni e una punta. Qualcuno già abbozza un’idea di formazione. Tutto molto prematuro, tenuto conto che al momento manca anche l’ufficializzazione del suo arrivo, ma il nome dell’ex difensore di Lazio e Milan, viene dato per certo sulla panca dei biancorossi. Radiomercato afferma che il Monza cederà oltre a Di Gregorio, alla Juve, anche Colpani, alla Lazio; e si dice che Palladino abbia chiesto Bondò.
Ecco, volendo partecipare al grande teatrino del commentario comparato del calcio mercato, ci sentiamo di auspicare che Bondò rimanga perchè si è dimostrato un giocatore indispensabile di cui privarsi sarebbe un danno perchè non facilmente sostituibile.
In entrata viene dato Kean o Simeone davanti, Miretti a centrocampo. Manca forse un nome per la difesa: c’è la necessità di svecchiarla un po’, in un campionato che seguendo il modello inglese va ad una velocità pazzesca.
Nesta comunque è una ciliegina sulla torta. L’uomo giusto per ambire a qualcosa di più di una semplice salvezza. Se vuoi chiedere un upgrade europeo lo devi domandare a chi in Europa, ai massimi livelli, c’è stato e sa come si fa.
Nesta, do It Better.



Come difensore libero é forte!…