La proposta slitta alla prossima stagione come quella della VAR. Avviato un dialogo con il Fondo appena entrato nella Lega di A. L’articolo firmato Nicola Binda su La Gazzetta dello Sport
Si resta come si era partiti. Senza Var e con le quattro retrocessioni. Anche stavolta l’Assemblea della Lega B, convocata d’urgenza, ha dovuto constatare un rinvio a una sua proposta. Non è una sconfitta, comunque: sono state gettate le basi per il futuro. Se l’introduzione della VAR a partire dal ritorno – annunciata forse con eccessivo trionfalismo – ha trovato uno stop dall’AIA per le problematiche contingenti relative alla scolarizzazione degli arbitri (la tecnologia ci sarà ancora nei playoff e playout e poi, si spera dalla prossima stagione), il cambio di format con solo tre retrocessioni dovrebbe essere attivato dalla prossima stagione, non adesso (in modo consentito ma poco elegante) a campionato in corso.
In attesa della riforma
La precedente Assemblea aveva votato per chiedere al Consiglio federale di modificare subito il meccanismo delle retrocessioni. Le società di B ritengono un unicum a livello europeo un turnover di 7 squadre su 20 ogni stagione, con più retrocessioni che promozioni; da qui la richiesta di pareggiarle, per diventare a questo punto un unicum in Italia, visto che nessun campionato prevede lo stesso numero di promosse e retrocesse. Ma tant’è. Nel finale dell’ultimo Consiglio federale il presidente Mauro Balata aveva spiegato il progetto, che il collega Francesco Ghirelli della Lega Pro non aveva visto di buon occhio, e la FIGC in quella sede aveva risposto che quella modifica regolamentare sarebbe stata inserita nella prossima riforma dei campionati. Tempi lunghi quindi per arrivare ad avere, sotto alla Serie B a 20 squadre (numero certificato anche dall’Assemblea di ieri), due soli gironi di Serie C da 20 che a quel punto potrebbero produrre solo 3 promozioni a fronte, appunto, delle 3 retrocessioni dalla Serie B. Altrimenti, confermando le 4 promozioni dalla C, l’organico della B aumenterebbe giocoforza di una unità a stagione. Ma quando si potrà arrivare alla riforma, che Gabriele Gravina aveva inserito nel suo programma elettorale del 2018 e che il Covid la scorsa primavera aveva bloccato agli albori? La Lega B scrive che si cambierà il format dalla stagione 2021-22: la speranza è che allora la strada della riforma (che non è solo una questione legata al numero di squadre, sia chiaro) sarà tracciata, quindi non resta che aspettare.
L’altra novità
L’altra grande novità di questa Assemblea è stata l’apertura al dialogo da parte della cordata diventata socia al 10% della Lega A in una newco per la commercializzazione dei diritti tv. Il fondo britannico Cvc, gli americani di Advent e gli italiani di Fsi investiranno circa 1,6 miliardi: un contributo (molto più ridotto, ovvio) anche per la B sarebbe una manna dal cielo. «E’ un passaggio storico per la crescita del nostro prodotto – ha detto Balata – e il riconoscimento da parte del mercato di un contenuto considerato di grande appeal per quello che io definisco il più bel campionato del mondo per equilibrio, emozioni e passione trasmessa dai territori».


